Visita di un gerarca fra la gente di una borgata romana
di Stefano Vannozzi
Sotto l’aspetto architettonico il Ventennio ha lasciato in tutta la penisola una miriade di costruzioni civili e militari, città ideali, ma anche ed ovviamente molte Case della G.I.L. comunemente dette del Fascio; punto di unione fra il Capo ed il popolo, fra il Partito e la massa.
Molte di queste portano la firma di valenti artisti, architetti e decoratori e sono pertanto oggetto continuo di rivalutazione e salvaguardia, portate in dibattiti e mostre quale espressione particolare dell’arte razionalista,oggi ampiamente rivalutata; per altre di queste ritenute invece “minori” perché opera di sconosciuti architetti, il tempo e l’uomo si sono abbattuti in modo miserevolmente diverso. E’ questo il caso ad esempio a Roma della casa ex G.I.L. di Portuense ridotta a condominio e poi occupata, di quella di Settecamini (già ex Casa del Popolo) ora in fatiscente abbandono e di tante altre completamente snaturate o semplicemente demolite.
Si tratta di edifici “scomodi” che pur nell’ottica odierna del recupero apolitico di questa architettura dovrebbero essere tutelati e riutilizzati per molti scopi sociali, ma a cui spesso nessuno ha mai pensato di applicare le norme in materia di tutela e vincolo, che pur esistono e sono previste.
Così in questi ultimi anni è scomparsa a seguito di una
prima “ristrutturazione” poi trasformata in parziale (o meglio totale) demolizione, la Casa del Fascio di Torre Maura (già Torrespaccata) in Via dell’Aquila Reale, per far posto ad un nuovo ed ibrido complesso edilizio senza alcun intervento in extremis che l’avrebbe potuta salvare.
Costruita con un ‘alta torre Littoria sull’esempio della più nota ed omonima torre civica di Latina e di quella presente nella casa di Predappio, venne realizzata dall’Ing. Giovanni Antonio Sechi, proprietario del fondo nonché realizzatore in quegli anni insieme all’Ing. Cenni della borgata di Torre Gaja ed inaugurata nel dicembre del 1937.
Recentemente il progetto originario della Casa del Fascio di Torrespaccata è stato pubblicato in un voluminoso Corpus a cura dell’ Archivio Centrale dello Stato, dedicato per ironia della sorte proprio alle case del fascio in Italia ed a quelle nelle terre italiane d’oltremare.
Debbo alla cortesia del compianto e caro amico Sig. Silvio Cacciottolo, appassionato fotografo, lo scatto casuale di alcune istantanee durante la visita del Federale a questa casa agli inizi degli anni’40, che qui parzialmente proponiamo per la prima volta.

Accoglienza fra le Rurali (foto di S. Cacciottolo) dopo il 1941.
Il Federale accolto dalle giovani madri, si ferma in un gesto di carezza verso una bambina avvolta dal classico scialle delle Massaie stampato con un intreccio di fiori e spighe di grano circondato dalle scritte Duce.
Discorso al popolo (foto di S.Cacciottolo) dopo il 1941.
Dopo la visita e l’uscita dalla sede della G.I.L. il segretario Federale si sofferma tenendo un discorso alla gente della borgata.Sul fondo si nota l’ingresso alla base della torre con la lapide iscritta P.N.F. / FEDERAZIONE DELL’VRBE / FASCIO DI COMBATTIMENTO / PRIMO MARTINI / TORRESPACCATA / ; mentre un giovane milite fa da guardia d’onore.Grazie ai distintivi ed allo scudetto sul petto è stato possibile identificare il personaggio chiave come appartenente al Direttorio Nazionale
Un gruppo di massaie rurali di Torrespaccata, Giardinetti e Torrenova accoglie festosa il Segretario Federale all’ingresso della Casa G.I.L. mentre sullo sfondo, la Casilina presenta l’originaria alberatura di ippocastani ed il ponticello del “trenino” che scavalca già in doppio binario il Fosso di Torre Maura (ora Via Walter Tobagi). A destra del quale era la villa del Console Franzoni o Villa Marina,ora sede di un’istituto religioso e di una nuova sede distaccata del poliambulatorio casilino.
Si tratta del Segretario Federale della Federazione dei Fasci di Combattimento, COLESANTI MARIO, in carica dal novembre 1940 sino al luglio del 1943.
© Stefano Vannozzi – tutti i Diritti sono Riservati, è possibile la pubblica utilizzazione solo previa citazione completa dell’Autore e della fonte.