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Giovanni Battista Giorgini

Giovanni Battista Giorgini nasce a Forte dei Marmi nel 1899.

Arruolatosi volontario nella prima guerra mondiale, al suo rientro dovette aiutare la famiglia, così cominciò a lavorare come rappresentante di ceramiche per il cugino che viveva a Firenze e commerciava con l’estero. Nel 1923 Bista (così era chiamato dagli amici) si mise in proprio. Il suo primo viaggio negli States fu molto duro in quanto non parlava l’inglese.

Giorgini proponeva il meglio dell’artigianato italiano (merletti, vetri, ceramiche, paglia) ma solo dopo svariati viaggi divenne l’agente commissionario dei più importanti department stores degli U.S.A.. In questi anni egli capì la mentalità americana riuscendo ad indirizzare la nostra produzione artigiana verso il gusto d’oltre oceano. Ma con la crisi del ’29 il mercato americano rimase paralizzato e così Bista pensò di portare in Italia abiti di confezione e articoli di casalinghi americani aprendo un negozio a Firenze. La seconda guerra mondiale segnò la fine di quest’altra impresa.

Nel ’44 gli americani che liberarono Firenze lo incaricano di organizzare un allied forces gift shop. Il successo fu enorme anche se le difficoltà di collegamento e trasporto erano vessanti. In questi anni Giorgini maturò il sogno di far conoscere all’estero la moda italiana che all’epoca era solo un magma in formazione ancora legato all’immagine affascinante dell’haute couture parigina. Da parte loro gli americani stregati dal fascino della couture francese avrebbero investito in Italia solo per un prodotto genuinamente nostrano e informale. Bisognava organizzare uno show unico che permettesse ai buyers americani di visionare i nostri manufatti subito dopo l’inizio della settimana dell’alta moda di Parigi. Ma non era una semplice impresa perché le sartorie, che ancora compravano i modelli in Francia, avevano paura di trovarsi le porte sbarrate da Dior, Fath, Balenciaga, Patou se avessero accettato di sfilare. Bista giocò d’azzardo invitando i grandi magazzini americani a visionare i modelli italiani senza avere avuto adesioni da parte delle nostre sartorie. Per convincere B. Altman di New York, Henry Morgan di Montreal, Bergdorf and Goodman di New York e I. Magnin di San Francisco disse loro che i rispettivi concorrenti avevano già accettato l’invito. Lo stesso inganno fu usato per convincere le nostre firme: Simonetta, Fabiani, Carosa, Schuberth, Fontana, Marucelli, Veneziani, Noberasko, Vanna. Il 12 febbraio 1951 si ebbe la sfilata delle linee boutique mentre il 14 fu il momento tanto atteso: parata di abiti da sera e gran finale a villa Torrigiani dove viveva Giorgini. L’abilità di Bista fu quella di presentare il primo giorno un prodotto fresco informale colorato che ben si adattava al mercato americano e che tanto differiva dalla complicata couture di Parigi, terminando con un ballo sontuoso pieno della migliore aristocrazia di Firenze. Gli americani infatti erano affascinati dalla storia blasonata d’Europa essendo gli U.S.A. un paese relativamente giovane.

La nota di inizio era stata data,

 

ma con il passare degli anni le gelosie, le invidie e le incomprensioni misero fine alle fatiche di Giorgini. La forza delle sfilate fiorentine stava nel fatto di presentare in un unico giorno le migliori proposte di tutti i couturiers, ma ora era giunta la fama e ognuno voleva emergere rispetto agli altri. Bista ormai stanco non aveva più l’età per lottare: aiutò la moda italiana a nascere, era ora che quest’ultima cominciasse a camminare con le proprie gambe correndo anche qualche rischio.

 

 

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